Come si usa Solfeggioco?

Perché non ci sono regole che accompagnano il gioco Solfeggioco? Come si usa?

Gli obiettivi del gioco

Tra gli obiettivi principali che hanno dato vita a Solfeggioco, c’era ovviamente il desiderio di rendere lo studio del solfeggio più piacevole e quindi anche di trasmettere il desiderio di lavorare.

Ma anche di rispondere alle difficoltà che le opere tradizionali di formazione musicale hanno dovuto affrontare con alcuni allievi.

I metodi di strumento o di formazione musicale usati oggi sono veramente interessanti, molto accurati e meticolosi in termini di ricerca educativa, inventivi, sempre più ricchi di documentazione in termini di repertorio e sempre più piacevoli da utilizzare.

Hanno solo lo svantaggio specifico di qualsiasi metodo: definire un percorso che sia ideale per tutti. L’insegnante sceglie quindi un metodo che innazitutto si adatti al suo profilo, al suo modo di pensare.

Uno degli obiettivi principali era quindi quello d’inventare uno strumento che strutturalmente permettesse a ogni studente di costruire il proprio corso.

In questo senso, una « regola del gioco » avrebbe avuto l’effetto di chiudere un concetto che inizialemente vuole essere aperto.

L’uso del gioco varierà naturalmente secondo le diverse situazioni

Il musicista dilettante

Il musicista dilettante che non segue un corso cercherà di acquisire i riflessi della lettura memorizzando ciascuna carta una alla volta e combinandole gradualmente l’una con l’altra. Sceglierà il proprio ritmo di acquisizione, l’ordine e il numero di carte…

Il sito gli consente di memorizzare ogni carta: https://solfeggioco.fr/le-jeu/

Può anche chiedere assistenza a coloro che lo circondano.

L’insegnante di strumenti

Di fronte agli studenti che hanno difficoltà ricorrenti nella creazione ritmica di pezzi semplici, l’insegnante può semplicemente prestare il gioco allo studente per una settimana o due in modo che lo studente cerchi di trovare le strategie che gli si adattano. Qualunque sia il risultato dell’esperienza, la metodologia inventata dallo studente sarà rivelatrice del suo funzionamento.

L’insegnante di musica

Se si é responsabile di un gruppo, l’insegnante di solfeggio può impostare delle sequenze per creare giochi poliritmici.

Il sito consente ad ogni studente di assimilare ogni carta a casa, il corso è riservato alla fase di applicazione (insegnamento inverso). Il gioco consente a ogni studente di giocare con le carte che padroneggia.

Nell’implementazione, l’insegnante sarà in grado di insistere sulla dimensione musicale della realizzazione: qualità del suono (si pensi al beatbox piuttosto che all’onomatopea), l’ascolto degli altri, il lavoro sui diversi parametri (tessiture, sfumature, articolazioni, transitori di attacco ed estinzione …), buona udibilità della polifonia …

Può quindi trasformare un esercizio un po troppo “solfeggico” in una vera e propria invenzione musicale.

L’insegnante può anche chiedere agli alunni di inventare sequenze di giochi.

Il maestro di cappella

Il maestro di cappella che spesso ha nel suo gruppo coristi assolutamente principianti dal punto di vista musicale avrà la possibilità di utilizzare il gioco per fornire basi ritmiche (apprendimento di un ritmo alla settimana su esercizi vocali, sessioni brevi di giochi ritmici prima delle prove …)

In generale…

Invece di pensare « come dovremmo usare questo gioco? » « 

le domande giuste dovrebbero quindi essere:

– Quali sono i miei obiettivi?

– Quale problema devo risolvere?

– Questo gioco è in grado di darmi una risposta?

Non esiste quindi un solo modo di usare il gioco, ma un’infinità di modi, come qualsiasi gioco di carte che ti permette di giocare a scala 40, a bridge, a poker …, dal momento che ognuno di questi giochi ha i propri interessi e requisiti. Non esiste quindi alcun metodo, ma solo uno strumento che può essere utilizzato per la sua funzionalità e che può essere integrato in strategie d’insegnamento molto diverse.

Questo breve articolo mira a rispondere alle domande che alcuni insegnanti mi hanno inviato. Può essere completato, modificato, sviluppato … secondo il tuo feedback.

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